Antiqua
In questo spazio voglio tener traccia di alcuni fatti salienti e commentare alcuni dei "risultati" prodotti da uno dei miei hobbies degli ultimi anni, l'acquisto, principalmente su e_bay, di libri antichi (ovvero libri con almeno100 anni di vita). E' per me un piacere incredibile tenere un libro antico tra le mani, sfogliarne con cura ed amorevole attenzione le pagine per non accelerare l'inevitabile processo di degrado, sentire tra le pagine l'acre profumo dei secoli. Al di la di ciò che racconta, al di la del contenuto, un libro porta sempre con se la sua storia, il suo vissuto personale intrinseco, una traccia degli avvenimenti in cui è stato immerso nel suo cammino fino a noi, un pezzo della vita di chi lo ha letto e lo ha riposto all'interno della propria casa.Elementi questi che ne fanno un oggetto "vivo".
Il libro in questione è in inglese ed è intitolato "Popular Customs, sport and recollections of the South of Italy"di un certo Charles MacFarlane edito a London dalla C.Knight&Co nel 1846.
Il libro uscito a metà '800 è pieno zeppo di luoghi comuni sull'Italia centro-meridionale tanto radicati che non sembra nemmeno che siano passati 160 anni. Ma è anche pieno di stupende figure o personaggi caratteristici dell'Italia di quel tempo descritti con dovizia di particolari, a volte anche curiosi, spesso illustrati anche attraverso disegni molto belli (ne riporto qui un paio).
Basta scorrere rapidamente l'indice per vedere qualcuno di questi personaggi, raccontati con l'ingenuità del visitatore straniero, ma anche con l'occhio disincantato e sicuramente non campanilistico di un anglosassone: 
a) Mangiatori di maccaroni (e di pasta in generale) indicata come il cibo dei poveri ed il pasto preferito dai napoletani. Bellissimo l'accenno agli “strangola-prevete”.
b) Gli scrittori di lettere conto terzi. L'accento qui è posto su una differenza tra londinesi e romani o napoletani. Anche a Londra c'è molta gente che non sa scrivere, ma è sempre più difficile trovare famiglie dove non ci sia nemmeno un membro che sappia scrivere. Ragion per cui, al contrario di Roma, ma specialmente di Napoli, il mestiere di scrivano conto terzi a Londra è praticamente scomparso.
c) I Festaioli. Vengono descritti i principali balli preferiti dagli italiani come il saltarello romano, la tarentella (si proprio con la e) napoletana
d) I canta-storia. Quelli del Molo di Napoli (in ccoppo o Molo) non suonano mai uno strumento ma eventualmente si fanno accompagnare perchè loro, nel raccontare, hanno bisogno di avere le mani libere per gesticolare. Una delle storie preferite sembra fosse la Gerusalemme liberata del Tasso.
e) I ciarlatani. Figure tipicamente presenti sia a Roma che a Napoli, ma a giudicare dall'accento, provenienti da altri posti e particolarmente dalla Toscana (solo pochi dalla Lombardia e quei pochi principalmente da Brescia e Bergamo). L'impudenza, la loquacità,la velocità di mano e di sguardo erano giudicati incredibili. 
f) I giocatori di morra.Gioco molto antico (noto fin dall'antica Roma con il nome di “micare digitis”) riservato ai soli uomini che giocavano con passione ed accanimento. Il gioco era condannato dalla Chiesa come diabolico.
g) I burattinai. I burattini o fantoccini erano uno spettacolo molto più popolare della “lanterna magica”, altra attrazione comunque in voga nell'800. Commedie , tragedie, pezzi dell a Bibbia. Il Giuda Iscariota era uno degli spettacoli preferiti e particolare era l'attesa che si creava per il momento dell'auto-impiccagione.
E via discorrendo per una pletora di altri personaggi.
Questa volta non ho alcun indizio sulla storia del libro a parte che mi arriva da una cittadina del Delaware di nome Seaford a ca 90 miglia da Baltimora.
