Scorci di Laudiade
Brevi spunti di storia del lodigiano (in latino Laudias che, con enfasi più epica, diventa Laudiade) con particolare attenzione al mio paese natale, San Fiorano.
Impossibile parlare della mia terra, il lodigiano, senza ricorrere, tra le diverse fonti, proprio alla "Laudiade" di Ioannes Iacobus Gabianus.E' un poema epico (didattico) in 5 libri, scritto nel XVI secolo, che narra appunto del lodigiano, delle sue genti, dei borghi, della natura, della pianura e del fiume, del grande fiume, il Po che ne traccia il confine meridionale insieme ai due affluenti il Lambro, sul confine occidentale e l'Adda su quello orientale. E' composto di 3991 esametri in latino, in una forma cosidetta encomiastica, ovvero di elogio alla bellezza della terra e della gente che la abita. E' quasi una enciclopedia per la vastità degli argomenti che tocca (contiene infatti tutto lo scibile su Lodi e il lodigiano, dai beni, ai paesi, agli ordini religiosi e monastici, ai castelli, ai dignitari ecclesiastici etc.)
Due parole sull'autore della Laudiade. Ioannes Iacobus Gabianus è un poeta, tra i primi docenti della prima scuola superiore fondata all'inizio del XVI secolo nel territorio di Lodi, ovvero il Ginnasio decurionale della città. Gabiano prese l'incarico il 2 agosto del 1557 per uno stipendio annuo di 400 Lire, incarico che gli venne rinnovato ogni quattro anni ininterrottamente fino al 1579, ovvero un anno prima della sua morte. La lettera d'incarico recitava”...magnificum Ioannes Iacobus de Gabiano, gramatices professorem, ad docendum iuvenes bonas litteras”. 
All'insegnamento delle lingue classiche alternò la scrittura di poemetti, orationes e prose con uno stile colto ma ridondante e ricco di retorica.
Un esempio: il Gabiano fu incaricato di scrivere e recitare il discorso celebrativo per l'elezione a Vescovo di Lodi, il 20 maggio 1563, del Cardinale Capizucco. Tale era il suo abituale stile enfatico che, con tutta naturalezza, si trovò a concludere il breve sermunculus che stava pronunciando con l’augurio, obiettivamente un po’ eccessivo, che il cardinale dovesse essere eletto Papa il più presto possibile!
Un po' troppo, visto che in quel momento in Vaticano viveva, sano ed arzillo come un pesce, Papa Pio IV, tranquillamente e beatamente in carica!! Tra l’altro l’augurio non funzionò granché visto che alla morte comunque ravvicinata di Pio IV (avvenuta due anni dopo, nel 1565) il successore non fu di certo il Vescovo di Lodi bensì Antonio Michele Ghisleri da Bosco Marengo con il nome di Pio V (rimase in carica per altri 10 anni!!)
Questo suo modo enfatico di esprimersi ed una spiccata fantasia si ritrovano anche nella Laudiade dove il Gabiano, nell'illustrare Lodi e tutti i paesi del lodigiano, si lancia in una ricerca etimologica a volte esasperata, indicando il significato o la provenienza dei nomi dei vari paesi, spesso con un effetto di palese forzatura antistorica che ai miei occhi appare perfino un poco comico. Ma alla poesia si perdona tutto!
