Scorci di Laudiade
Brevi spunti di storia del lodigiano (in latino Laudias che, con enfasi più epica, diventa Laudiade) con particolare attenzione al mio paese natale, San Fiorano.
Ho trovato nuove tracce che mi hanno permesso di affermare con certezza che quel Fra Carlo Giuseppe Bignamini da S.Fiorano, autore nel 1764 del trattato sulla Indulgenza della Porziuncola, di cui ho già scritto in queste pagine, sia proprio il sanfioranese DOC citato dallo storico Agnelli, con la frase che qui riporto per comodità: “Era di San Fiorano il padre Carlo Giuseppe Bignamini, vissuto nel convento dei Francescani Riformati di Codogno, poliglotta, autore di un corso di filosofia e di molte dissertazioni di storia ecclesiastica e di uno scritto sul cilindro inclinato”.
Ho infatti rintracciato nei cataloghi di alcune Biblioteche italiane altre tre opere di Fra Carlo Giuseppe, due dissertazioni di storia ecclesiastica e quella strana opera (in latino) sul cilindro inclinato citata dall'Agnelli (per ora so solo che esistono delle copie e dove si trovano. Non le ho ancora viste, ma andrò presto sia in Sormani a Milano che a Torino per consultarle). Eccone intanto i dati salienti:
Dimensio cylindri inclinati auctore P.F.Carolo Josepho a S.Floriano – 1756 Typographia Antonio Agnelli (una copia c/o Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino)
Fondazione della Chiesa di Aquileja (*). Dissertazione storico-critica del Padre F. Carlo Giuseppe di San Fiorano Minori Osservanti Riformati – 1757 Editore Galeazzi Giuseppe Milano (una copia c/o Biblioteca Comunale Palazzo Sormani Milano)
Origine della fede cristiana in Malta. Dissertazioni del padre F.Carlo Giuseppe di San Fiorano - 1759 Editore Giuseppe Galeazzi Milano (una copia c/o Biblioteca Comunale Palazzo Sormani Milano)
(*) Contiene anche a cura del medesimo autore “Navigazione dell'Apostolo
Paolo da cesarea a Malta: Dissertazione cronologico geografica”
Come si può osservare le date si incastrano perfettamente con quanto già sapevamo. Le tre opere sono state scritte tra il 1756 ed il 1759, anno, quest'ultimo, in cui Fra Carlo Giuseppe aveva cominciato a scrivere la quarta, quella sulla Porziuncola, interrompendosi però fino al 1764 a causa dell'impegnativo incarico di priore di un convento francescano che i suoi superiori gli assegnarono. E confermano integralmente il profilo che del nostro illustre sanfioranese diede l'Agnelli ricordandone gli scritti principali, l'edizione e l'anno di pubblicazione.
Ma c'è di più.
Se da una parte ho acquisito certezze sull'identità dell'intellettuale sanfioranese, dall'altra credo di poter smentire l'assunzione di cui andavo cercando prove, ovvero che il nostro fosse anche stato il priore del convento dei frati di Codogno tra il 1760 e il 1763.
Sto leggendo infatti in questi giorni un bellissimo libro “Memorie storiche del Regio ed Insigne Borgo di Codogno” preso a prestito dalla Biblioteca Braidense, riproduzione anastatica efettuata nel 1985 dell'originale manoscritto (anch'esso conservato alla Braidense), composto tra il 1761 ed il 1764 (grossomodo gli anni del priorato di Fra Carlo Giuseppe) da un altro forse ancor più famoso frate tra i Francescani Riformati del convento di Codogno, ovvero Fra Pier Francesco Goldaniga (morto a Milano nel 1799, figlio di Ercole Goldaniga e Maria Maddalena Belloni).
Perchè è importante.
Semplicemente perchè Fra Carlo Giuseppe e Fra Pier Francesco non solo erano certamente contemporanei, non solo vissero nello stesso Convento Francescano di Codogno come indicato da loro medesimi e dagli storici che ne parlarono, ma è infine molto probabile che vi abbiano convissuto addirittura nei medesimi anni, in quella illuminata seconda metà del 18 secolo!
E qui si svela l'arcano, Fra Pier Francesco nel suo libro fa un piccolo richiamo proprio al suo confratello ricordandolo come “il dottissimo Padre Lettor Carlo Giuseppe di San Fiorano minor Riformato” e fa cenno alla sua dissertazione (di qualche anno prima, il 1757) “circa l'origine della Chiesa d'Aquileja”.
Questo mi fa pensare che Fra Carlo Giuseppe svolse il ruolo di priore del quale egli stesso ci parla, non nel convento dei Frati di Codogno, ma in qualche altra convento dello stesso ordine francescano.
Se infatti fosse stato il suo priore in quegli anni, Fra Pier Francesco non lo avrebbe di certo ricordato nel suo libro con una frase così generica come quella citata, importante si, ma non quella con la quale un frate del convento avrebbe menzionato colui che avesse rivestito l'incarico di priore del convento medesimo!
La storia non è ancora finita. Mi aspetto ulteriori novità non appena riuscirò a mettere gli occhi sugli altri tre libri di Fra Carlo Giuseppe.
Fine seconda puntata.
