Antiqua

E’ il libro più antico entrato a far parte della mia collezione. Risulta essere uscito fresco di stampa dalla Officina Typographica Joannis Mathiae Hovii (o Hoviorum) di Liegi (Leodii) in Belgio nel lontano 1655 “sub signo paradisii terrestris” che è un bell’auspicio per l’uscita di un libro!Non so se fosse una formula ricorrente. L’ho ritrovata in qualche altro libro di questo stampatore anche nella variante “ad insigne Paradisi Terrestris”C’è una interessante annotazione a mano sotto il titolo. Si legge abbastanza chiaramente “Bibliotheck pauperum Herbipoli - 1657”. Ho fatto qualche verifica e questo è il risultato. Il libro è quasi certamente stato acquistato, o comunque è arrivato molto presto (nel 1657 ovvero due anni dopo la stampa) nella Biblioteca universitaria della città tedesca di Würzburg (il cui nome latino è appunto Herbipoli”) sede di una prestigiosa antica università fondata nel 1402. Wurzburg è una storica cittadina della Baviera rifiorita ad opera dei principali architetti del barocco italiano del 600 e 700 (bellissima la Residenz edificio barocco con dipinti famosi del Tiepolo). E' la città terminale del più famoso itinerario turistico tedesco la cosidetta "Romantische Strasse" (strada romantica) lungo 341 Km. che parte da Fussen cittadina delle Alpi bavaresi e tocca Augusta, Rothenburg, e altre località della cosiddetta Svevia bavarese e raggiunge Wurzburg.Il titolo del libro è “Vita Reverendi Patris Vincentii Carafae” è cioè la biografia in Latino di Vincenzo Carafa (1585-1649) un padre gesuita figlio dei duchi Fabrizio e Maria Maddalena, la cui causa di beatificazione è stata avviata a Roma il 18 marzo 1693 e si trova ferma sepolta finita nel dimenticatoio da qualche parte in Vaticano ancora oggi.Il libro è bellissimo, conserva ancora i fermagli di chiusura in pelle di cinghiale ed una splendida copertina in budello con stampe in rilievo.Dal 1657 al 2007 ovvero a quando è entrato a casa mia provenendo da una bottega antiquaria di Lucerna nella Svizzera tedesca di tempo ne è passato, ben 350 anni!! Chissà in quali altre mani, in quali piccoli villaggi o grandi città. Dalle mie indagini credo di poter dire che non ne devono esistere molte copie in giro per il mondo. Una per certo l’ho rintracciata all’università spagnola di Navarra (rigorosamente consultabile solo nella biblioteca dell’università).Non so se mai mi cimenterò in un tentativo di comprensione oltre le pagine di introduzione (il mio latino è molto arrugginito). Ma che importa! In questo caso il contenuto mi interessava molto meno del contenitore!
